AMARCORD “Mi manca il Mago Zurlì. Perchè…”

C'è vita dopo la vita - Non abbiate paura

Abbiamo raccolto tutti i pensieri che ci sono stati inviati da chi ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente e da chi l’ha vissuto tramite lo schermo del televisore. Inviaci il tuo ricordo a presidente@amicidimagozurli.it e/o segreteria@amicidimagozurli.it oppure sulla nostra pagina facebook: Associazione Gli Amici di Mago Zurlì

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• MARIA CRISTINA

Cino e Maria Cristina

Sono seduta sul tappeto di casa mia e sto guardando la tv. In bianco e nero, un solo canale, il primo Rai. Nessun telecomando, se il volume è basso bisogna alzarsi e girare un manopolone. Sto guardando “Lo Zecchino d’oro”, uno dei miei programmi preferiti: c’è il Mago Zurlì, un mago vero (ha anche i brillantini in testa e la bacchetta magica). Pendo dalle sue labbra, aspetto la magia e in tutti i miei libri di fiabe non ho mai visto un mago così bello. E’ oggi, il 17 aprile 1958, giorno del mio sesto compleanno, che decido di farmi da sola un regalo, il più bello: da grande sposerò il Mago Zurlì e vivrò con lui e i nostri bambini in un castello fatato, in mezzo alle nuvole. Lui potrà darmi tutto ciò che desidero, potrà sconfiggere i draghi che minacciano la nostra famiglia e noi vivremo per sempre felici e contenti. Sto entrando negli studi della Rai: sto andando al trucco e parrucco per poi andare nello studio “Fiera 2″ e svolgere il mio ruolo di valletta in una trasmissione con Ric e Gian. “Gli ultimi Cento secondi”. E’ il 17 aprile 1974. Vorrei farmi un regalo…e sto pensando a cosa comprare quando lo vedo: è lì davanti a me, è proprio lui, il Mago Zurlì. Non ha i brillantini in testa, è vestito con pantaloni e un maglione blu sopra una camicia azzurra, è spettinato ad arte ma non posso sbagliarmi. E’ proprio lui, il mio Mago dei sogni, più affascinante che mai. Resto senza fiato e con un filo di voce gli sussurro…”Mago Zurlì..” 29 maggio 1976: il mio sogno di bambina è diventato realtà: ho sposato stamattina Cino Tortorella. E’ un mago davvero? Non lo so, ma spero di scoprirlo, ho tutta la vita per cercare di capirlo. 27 Ottobre 2010: Cino compie 1000 mesi. In tutti questi anni ho verificato che possiede la bacchetta magica, i brillantini in testa e il castello in mezzo alle nuvole. Abbiamo 4 figli meravigliosi. E’ un vero mago, è il mio Mago…ha portato la magia, la gioia di vivere a tutti quelli che lo amano. Per chi non lo ama sono in programma dei sortilegi. Attenzione nemici di Mago Zurlì , poi non dite che non vi ho avvertito!

 

CRISTINA D’AVENA 

Cino Tortorella e Cristina D'Avena (1968)

Cino è stato un grande punto di riferimento nella mia vita, nonché la persona che ha tenuto a battesimo il mio debutto artistico all’età di 3 anni e mezzo.Era un uomo pieno di idee e di voglia di fare. Io gli volevo molto bene, perchè era una persona sincera e vera, che mi ha insegnato l’umiltà, proprio come ha fatto la Signorina Mariele Ventre. Senza di loro e senza Padre Berardo ci sentiamo tutti un po’ più soli.

 

 

 

 

MICHELE EMILIANO 

Lettera del Presidente della Regione Puglia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 LOREDANA CAPONE

Loredana Capone

«Cino Tortorella, meglio conosciuto come mago Zurlì». Così si presentava un artista, non solo mago, ma anche autore e regista, oltre che appassionato ed esperto di enogastronomia, che è rimasto vivo nell’immaginario di intere generazioni di bambini. Ricordo che facevo subito i compiti a casa per poter poi guardare in tv “Zurlì, il mago del giovedì”. Quell’uomo in calzamaglia sembrava perfettamente a suo agio nelle vesti di un mago che incantava i bambini insieme a topo Gigio. Se il mago lo ha reso immortale, lo Zecchino D’Oro lo ha portato nel Guinness dei primati nel 2002 per aver presentato lo stesso programma per il maggior numero di anni: quasi cinquanta! Con lui sono cresciute tante generazioni di bambini. Tante bellissime canzoni dello Zecchino d’Oro sono rimaste associate all’immagine del Mago Zurlì, il Mago che con l’atteggiamento del padre attento e premuroso promuoveva costantemente il talento dei ragazzi. Ho avuto il privilegio di conoscere   personalmente Cino Tortorella circa due anni fa a Lecce quando l’ ho incontrato con l’amico comune Lucio Catamo, attuale Presidente dell’Associazione Gli Amici di Mago Zurlì. Venne a trovarmi per parlare del suo progetto di realizzare un docufilm sull’obesità infantile, di cui la stessa Puglia ha un triste primato. Purtroppo non ha fatto in tempo a realizzare il progetto e mi piacerebbe che l’ Associazione Gli Amici di Mago Zurlì credesse ancora nell’idea di realizzarlo. In Regione puglia rimarrà sempre vivo il suo ricordo.

 

FRANCESCA BERNARDI 

Cino e Francesca Bernardi

Per me Cino Tortorella, compariva ogni anno insieme allo Zecchino d’Oro e la sua voce rassicurante accompagnava quei giorni pieni di adrenalina per noi piccoli coristi. Ricordo che usava un profumo buonissimo che a distanza di anni associavo a lui e a quel miscuglio di odore di vernice che si respirava durante le trasmissioni. Purtroppo non sono riuscita a conoscerlo da adulta, purtroppo soprattutto dopo aver scoperto che era un vulcano di idee di cui il Mago Zurlì era solo la punta dell’iceberg…autore, regista, giornalista, gastronomo e sicuramente una persona da cui attingere. Timidamente abbiamo avuto un breve incontro durante il Cantanatale del 2016. Nella chiesa di S. Antonio, seduti nella panca davanti, ho svuotato la mia borsa di tela con alcuni dei suoi libri per avere un autografo. E porgendogli l’ultimo, severo mi ha chiesto: “Ma l’hai letto?” Poi è successo qualcosa di speciale, perché quando gli si è acceso l’entusiasmo per un libro che non ricordava neanche di aver scritto, io gliel’ho “prestato” con l’accordo che me l’avrebbe fatto riavere tramite la Fondazione Mariele Ventre. Quel libro non è mai tornato indietro ma nel frattempo io ci sono tornata sempre più spesso alla Fondazione e sono quasi sicura che di mezzo ci sia la sua polvere magica…

 

GABRIELE GENTILE 

Cino e Gabriele Gentile

Si avvicina un anno dalla scomparsa di una delle persone fondamentali della mia vita. Con te Cino Tortorella ho passato anni, mesi, giorni e minuti indescrivibili. Palcoscenico dopo palcoscenico, viaggio dopo viaggio hai contribuito in maniera importante alla mia formazione di uomo e di artista. Nella mente i ricordi di questi ultimi 16 anni insieme con te e la tua famiglia si affollano… viaggi, amici, sorrisi, disavventure, ristoranti, incontri continuamente su e giù per l’Italia ed esperienze… tante che non riesco neanche più a contarle. Ma le ricordo tutte Cino, una ad una… e la bellezza di tutto questo non può che essere parte di me. Ero orgoglioso di essere un pochino come il ‘quinto figlio’ e continuo a portare dentro di me tutti i tuoi insegnamenti, i tuoi aneddoti, le tue barzellette e la tua saggezza. Per adesso ti dico “GRAZIE”… ma poi… poi vedrai che continueremo… con i giochi di magia e il buon vino. Il tuo. Come sempre, come al solito. Ne sono certo. Ciao Cino, mi manchi.

 

NELSON BOVA

Nelson Bova

C’è un mantello azzurro nei miei ricordi di bambino, ci sono tante “P” nei miei ricordi di adulto. Tante P quante quelle contenute nel titolo del libro scritto da Cino Tortorella che ho comprato per mia figlia ancora bambina. Poi ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona. Ed ho subito invidiato, con quell’invidia positiva che fa mettere in discussione radicate certezze, questo ottantenne con la voglia di creare e con l’entusiasmo di quel bambino che ricordava un mago chiamato Zurlì con un indimenticabile mantello azzurro.

 

 

 

ILARIA SPADA

Cino e Ilaria Spada

Era il 2002 quando arrivò l’inatteso invito a partecipare in veste di co-conduttrice alla presentazione dello “Zecchino d’oro” insieme ad Heather Parisi . Inizialmente rimasi titubante , ero  emozionata e forse anche  incredula  all’idea di partecipare ad un programma di cui ero stata una affezionata telespettatrice inoltre non avevo alcuna esperienza con i bambini ma sapevo che non per nulla al mondo potevo perdermi quell’occasione . Quante emozioni ! La prima riunione con Heather che per chi come me ha studiato danza tanti anni , era stata un riferimento costante durante lo studio , l’accoglienza calorosa e magica dei bambini che subito mi accolsero come una di loro , il meraviglioso coro dell’Antoniano , ma soprattutto ricordo  l’eccitazione , l’attesa , la felicità che custodivo dentro di me al pensiero di incontrare il mitico Mago Zurlí e Topo Gigio. Di fronte a loro  rimasi  pietrificata ! Come quando da piccola una volta , vidi entrare in casa mia Babbo Natale che poi in realtà era mio cugino Fabrizio. Davanti a mago Zurlì  avevo al massimo 7 anni ! Lui ,  gentile e sorridente come si vedeva in TV ,  mi dava direttive su come intervenire ed interagire con Gigio , io eseguivo ma ero completamente stordita ed incantata vicino  a quell’uomo sorridente , dolce ma anche concentrato e preciso come un grande professionista deve essere .Chiesi  a mia madre di registrarmi e quando tornai a casa mi rividi il DVD provai  tanta tenerezza ed una profonda gratitudine per aver vissuto quell’incanto .

 

MARIA FEDERICA GABUCCI 

Prove Spettacolo Con Cino

Ho conosciuto Cino da piccola. Era l’inizio del 1974, avevo appena compiuto 5 anni quando lui, in calzamaglia e mantello, presentò me, e tutti gli altri bambini ammessi alle selezioni provinciali per il 16° zecchino d’oro, ad uno spettacolo tenutosi nella mia città. Parlare di Cino, per me è come parlare della mia infanzia. In famiglia avevamo un radio registratore con cui riuscivamo a registrare l’audio delle giornate dei vari zecchini perché venivano trasmesse in diretta da radio uno. Nonostante io abbia poi effettivamente cantato allo zecchino d’oro del 1974, i miei ricordi personali di lui e me insieme, sono molto sfumati.  Ricordo invece quanto mi piacesse riascoltare, la sera, prima di andare a letto, le cassette registrate con quelle trasmissioni. Lo facevo continuamente. Ne avevo proprio bisogno, per cui i miei genitori mi regalarono un mangiacassette tutto per me, che conservo ancora e che credo sia ancora funzionante. Quel mangiacassette ha riprodotto infinite volte la voce di Cino, la sera soprattutto, ma anche durante il giorno, quando ero influenzata e dovevo stare a letto. Lo appoggiavo vicino al cuscino, lo azionavo e chiudevo gli occhi. Cino mi faceva compagnia ed io amavo molto ascoltare la sua voce perché mi faceva rivivere le emozioni provate in prima persona nel 1974 e poi, negli anni successivi, era come rivedere le trasmissioni. La sua voce ancora mi emoziona. Quando ripenso a quei momenti, vivo di nuovo la confortante sensazione di calore che provavo da bambina, sotto le coperte, con il sorriso  sul viso, ascoltando Cino che presentava ed intervistava i bimbi dello zecchino d’oro. Gli sono molto grata, per avere avuto l’intuizione di confezionare una trasmissione a misura di bambino. Lo zecchino per me è stata una esperienza fondamentale, una esperienza senza la quale ora io sarei una persona diversa. Per questa ragione assieme al musicista Franco Fasano, autore fra le altre di moltissime canzoni degli ultimi 25 anni dello zecchino d’oro, stiamo portando avanti un progetto dal titolo Un cuore bambinoin cui cerchiamo di raggiungere tutti coloro che abbiano avuto il privilegio di partecipare come solisti allo zecchino d’oro, per potere così riuscire a realizzare, attraverso la condivisione collettiva, una specie di enciclopedia emotiva, un album di emomemories, frammenti di emozioni di cui Cino è stato il soffio di vita.

 

CRISTINA CHIABOTTO

Cino e Cristina Chiabotto

Ho conosciuto Mago Zurli’ proprio all’inizio di questa favola di vita,in una delle mie prime esperienze: Lo Zecchino   d’oro. Portero’ con me,lo sguardo meravigliato dei piu’ piccoli di fronte ad un suo sorriso.

 

 

 

 

 

MARIA ANTONIETTA VENTRE

Cino E Maria Antonietta Ventre a "Una Canzone Per Mariele"

Il mio primo ricordo di Cino è legato a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia, dove Cino ed io ci recammo per l’inaugurazione della «Casa de la sonrisa de Mariele» (Casa del Sorriso di Mariele), sorta come Fiore della Solidarietà del 39° Zecchino d’Oro. Era l’anno 1997, e tra le tante bambine destinate a vivere nella bellissima casa di accoglienza ve ne era una, la più piccola, di cui non si sapevano né l’età né il nome. Infatti, come spesso succede in quella terra, la sua mamma l’aveva abbandonata senza denunciarne in alcun modo l’esistenza. La bimba aveva l’età apparente di circa 3 anni e le Suore Missionarie della Dottrina Cristiana che gestivano e gestiscono la Casa del Sorriso fecero in modo che il Vescovo, intervenuto per la cerimonia di inaugurazione, impartisse il sacramento del battesimo alla bambina, a cui vollero dare il nome Mariele. Cino ed io fummo scelti come padrino e madrina, e ricordo ancora l’emozione, la commozione e l’affetto che Cino dimostrò durante la cerimonia del battesimo della «otra Mariele» (altra Mariele), come la bimba imparò a dire di se stessa nel corso degli anni. Cino continuò sempre a interessarsi della «otra Mariele», e la bimba, crescendo, diventò sempre più orgogliosa del rapporto privilegiato che lei sola poteva vantare con il famoso «Mago Zurlì» e con la Mariele dello Zecchino d’Oro, della quale, portandone il nome, costituisce un ricordo speciale.

 

MARIAPIA ROSSO

Ho 39 anni, scrivo da Regalbuto, un piccolo paese della provincia di Enna in Sicilia. Ho conosciuto Mago Zurlì tramite il racconto dei miei genitori che lo ammiravano tanto ed io…lo conobbi già come Cino, presentatore dello Zecchino D’Oro. Cino è stato parte integrante della mia infanzia, ricordi di un tempo spensierato dove lui con eleganza, simpatia e professionalità allietava i nostri pomeriggi . La sua presenza rassicurante era garanzia di uno spettacolo ben condotto e ogni anno lo attendevamo con trepidazione. La mia memoria parte dalla edizione del 1985, la ventottesima e da allora è  iniziato un percorso che ha accompagnato la mia vita grazie alle straordinarie doti di Cino: grande simpatia, professionalità, arguzia, gentilezza d’animo, candore di bambino, passione per il suo lavoro…. Del resto l’ideatore di un evento mondiale come lo Zecchino d’Oro non poteva che essere una persona speciale! Quando ha lasciato la conduzione dello Zecchino non è stato più lo stesso, fu come se si fosse persa la magia, l’incanto  si fosse spezzato e quando ho saputo della sua Rinascita al Cielo mi sono sentita come se mi fosse stata portata via una parte della mia vita. Oggi in Cielo abbiamo un Angelo, il nostro indimenticabile Cino Tortorella. Grazie!

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LUCIANA CANCELLA

Cappellino dell'evento Luglio 2007

Chapeau a Mago Zurlì! Il grande Cino Tortorella che con  il suo costume da mago era il principe della TV, la magica polvere di stelle tra i capelli. Incantesimi che addolcivano l’esistenza di noi bambini che con occhi spalancati guardavamo il teleschermo, affascinati dalle canzoni dello Zecchino d’Oro. Aspettavamo che dal teatrino si affacciasse Topo Gigio… Quanto entusiasmo! Quanti bei ricordi! Poi gli anni passano e la passione per questa bellissima trasmissione automaticamente si trasferisce ai figli, o meglio alle figlie, nel mio caso. Fin dai primi giorni dalla loro nascita, le canzoni dello Zecchino hanno fatto parte del nostro vivere quotidiano, gioiosamente cantate insieme, mentre gli anni passavano, aspettando sempre la nuova edizione per poi comprare le musicassette e ascoltarle all’infinito. Ricordo ancora gli occhi di mia figlia, la piccola Rebecca, quando nel luglio 2007 il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, insieme a Cino, era in tour nel Salento; si esibirono in occasione della festa patronale a Scorrano (LE). Grande festa per tantissimi bambini, la piazza era colma di gente.. Un successone! Grazie Cino! Perchè grazie a te lo Zecchino d’Oro è rimasto per tutti i bambini un riferimento insostituibile per la loro crescita.

 

MELISSA RIZZO

Bologna, 29 Novembre 1998. Dall’Antoniano parte la quarantunesima edizione dello Zecchino d’Oro. Cino Tortorella accoglie una bambina dai capelli lunghi e dai grandi occhioni, la sua vocina cattura l’attenzione dei presenti e di chi come me è sul proprio divano di casa, sintonizzato su Rai Uno. “I bambini volano.. cercano la luna” niente potrà mai fermare la fantasia. Da piccoli e da grandi i sogni fanno parte del nostro e del nostro futuro. “Piccoli siamo ma vogliamo un mondo libero e amico…” esattamente 20 anni fa, una bimba siriana cantava “Terraluna”. Oggi questa canzone risuona in un mondo che vede i bambini diventare adulti troppo in fretta. Col costante impegno da parte di Cino e di tutto il suo staff, è stato possibile realizzare una trasmissione che ha accompagnato per generazioni i sogni dei bambini di ieri e di oggi.

 

GIANFRANCO FASANO 

Cino e Gianfranco Fasano

Oggi è la festa del papà 19 marzo 2018. Lo scorso anno a Milano è stata l’ultima festa del papà di Cino Tortorella. Ho conosciuto prima il Mago Zurlì (in televisione e poi a una selezione dello Zecchino d’oro, dove non mi presero). L’ho poi rivisto nel 1994 quando come autore ho partecipato per la prima volta con “Goccia dopo goccia“ (scritta insieme all’amico Emilio Di Stefano). Cino non aveva più i vestiti del Mago Zurlì ma la sua idea, lo Zecchino d’oro continuava, nonostante i tempi fossero cambiati, ad incollare alla televisione il pubblico italiano e non solo. La mia canzone arrivó ultima ma al termine della trasmissione lui dichiarò che era quella che gli piaceva di più. Credo però di essere diventato amico di Cino nel 2006 quando in un paesino della Puglia ci siamo ritrovati lui a presentare e io in giuria in un concorso di canzoni per bambini. Eravamo in un albergo e mi disse: “Qui si mangia male ti porto io in un posto stre- pi-to-so”! Sono stati 11 anni in cui ci sentivamo costantemente. Una delle ultime volte che l’ho incontrato eravamo a Rocchetta Tanaro per ricordare Bruno Lauzi. Era un suo amico. Mi disse che io glielo ricordavo molto per il mio saper scrivere sia per grandi che per piccini. In una delle nostre cene, sempre al top, forse eravamo da Gualtiero Marchesi, gli ricordai di una canzone dal titolo “Un cuore bambino“ che avevo scritto qualche anno prima per il 50 esimo dello Zecchino. Sorrise e mi disse: “Peccato che io all’Antoniano non conto più nulla altrimenti per festeggiare il 60esimo sarebbe la canzone ideale. So con certezza che Fabrizio Palaferri (direttore artistico e autore delle trasmissioni dell’Antoniano) aveva già avuto l’ok dalla Rai per invitarlo proprio per festeggiare insieme al suo ideatore i 60 anni de “Lo Zecchino d’Oro”. Cino non ce l’ha fatta ma se ne è andato sereno perché comunque ha saputo che si erano ricordati di lui. A sottolineare questa promessa è stata invitata Chiara, sua figlia, che ha ritirato un premio a nome del suo papà-Mago .

Un po’ come è successo a Lauzi al quale è stato dato il Premio Tenco solo dopo che se ne era andato. La vita è così, alle persone speciali succedono quasi le stesse cose. Ciao Cino e grazie perché penso che se nella trasmissione “L’attesa” in onda su Rai uno il 24 Dicembre 2017 dall’Antoniano di Bologna, 60 bambini tra i 18 e i 71 anni, interpreti delle edizioni passate dello Zecchino, hanno cantato insieme “Un cuore bambino” lo hanno fatto dedicandolo anche a te e Mariele. IL VIDEO

 

SABRINA MANTOVANI 

Cino e Sabrina Mantovani

Ho un bellissimo ricordo di Cino.. Forse era per tutti noi bambini il nostro mago preferito, vestito d’azzurrro quasi come un principe più che un mago. L’ho incontrato la prima volta a Fiabilandia di Rimini nel 1971 in cui sono passata per la selezione successiva ma avevamo finito le vacanze e nonostante questo mia madre ha voluto tornare a casa. Ma si vede che il mio destino era segnato perché successivamente ho vinto la selezione di Villafranca di Verona in cui c’era Cino che presentava e così pure a Milano e a Mantova al Pierino 72. Ricordo il suo modo simpatico di scherzare con noi bambini con le Inter viste in cui riusciva a fare divertire noi bambini ed il pubblico. Ho conservato foto, articoli e giornali dell’epoca .. Il momento più bello quando ho vinto assieme ai miei tre compagni il 16° Zecchino d’Oro. Che bei ricordi e quanta nostalgia. Per fortuna ho avuto modo di parlare con lui tramite facebook poco prima che volesse in cielo… Una gioia infinita che mi ha regalato poco prima di lasciare i” suoi bambini” che non l’hanno mai dimenticato!

 

ANGELA POLIN

Forse era il 1958- 1959 insomma io ero piccola 6-7 anni, non avevamo la TV e lo Zecchino d’Oro si ascoltava per radio. M’innamorai di una canzone, non ricordo bene il titolo, forse “Il Passerotto”? un bel bambino di 8-9 anni la cantava: Un passerotto, col fiocco rosso, si è posato sulla mano, un bottoncino mi ha staccato, poi svelto, svelto se n’è volaaato…. La giacca rotta mi ha lasciato. La giacca rotta mi ha lasciaaato! Certamente non la ricordo tutta, ma che cantate mi facevo con quella canzoncina. Nelle varie edizioni dello Zecchino d’Oro che si sono succedute nel corso di questi 60 anni, sono state ricordate sempre tante canzoncine, ma quella no. Mi sembra di no. Un personaggio che ho tanto amato Mago Zurlì, durante l’infanzia e anche da adulta. Impareggiabile la sua pazienza, anche quando, in diretta e sul palco gli andavano vicino e dicevano: devo fare la pipì – indimenticabile. Sapeva molto bene come comunicare con i bambini e far capire loro le cose che non vanno fatte, specialmente quando si esibiva con “Richetto” Come dimenticare le esilaranti scenette. E Topo Gigio, amato ancora da grandi e piccini che proprio non vogliono mandarlo in pensione. Quante cose, io bambina, ho imparato da loro.

 

REBECCA RIZZO 

Tour nel Salento

“Rebecca, lo Zecchino d’Oro verrà a Scorrano!” così esordì mia madre in una calda giornata di Luglio, lo ricordo come se fosse ieri e invece son già passati 11 anni. Per la piccola me era un sogno che stava per realizzarsi, continuavo a pensare “Wow, vedrò il Mago Zurlì, Topo Gigio e tutti i bambini del coro” che seguivo praticamente dal giorno della mia nascita. Fu un susseguirsi di giorni che sembravano non passare mai ma finalmente arrivò il tanto atteso 4 Luglio 2007. Armata di gran voce e codini cantai una canzone dopo l’altra, sentivo di appartenere a quel mondo che vedevo sempre in tv, come ne se facessi parte da chissà quanti anni. Tornata a casa, ricordo che quella notte non riuscì a dormire, pensavo costantemente a cosa avevo vissuto poche ore prima, a quel cappellino che conservo ancora adesso, a tutte quelle cassette che mamma mi comprava pochi giorni dopo l’edizione. Ma quella volta fu diverso, le voci diventarono reali, erano proprio davanti ai miei occhi, a pochi passi da una bambina che ora ha ventun’anni e le fa piacere raccontare questo piccolo grande aneddoto. Ma non finisce qui, adesso arriva la parte clou. Qualche mese fa, il Dottor Lucio Catamo, mi convoca a Lecce e senza giri di parole mi dice che vuole riprendere in mano l’Associazione Gli Amici di Mago Zurlì -sospesa momentaneamente a causa della scomparsa di Cino- e che spera in una mia collaborazione. Beh, si può benissimo immaginare la mia faccia. Io. Mago Zurlì. “Sta veramente accadendo a me?” Fu un salto indietro nel tempo, anche perchè crescendo ci si avvicina ad altre cose. Ebbene sì, da qual giorno un’importantissima parte della mia infanzia è tornata, senza suonare il campanello o bussare alla porta. L’ho accolta a braccia aperte senza pensarci due volte. Abbiamo nuovi progetti da realizzare e altri da portare avanti…

 

• MATTEO ZUPPI

Mons. Matteo Zuppi

Ricordo con  tanto affetto Cino per l’incontro così affettuoso che avemmo con un testimone così importante della vita per milioni  di “ragazzi” che sono cresciuti con lui. La sua professionalità e simpatia rimane un esempio perché l’infanzia sia popolata da tanti maghi che la rendono bella e piena di amore.

 

 

 

 

 

 PIERA BALDI 

Piera Baldi

Mia mamma, maestra elementare oggi novantenne, lo ricorda con affetto e simpatia, perchè è stata una persona generosa e buona, impegnata sempre nell’educazione dei bambini e dei ragazzi, ruolo difficile e importante nella nostra società.

 

 

 

 

 

PAOLA MARINONI

Cino e Paola Marinoni

Ho letto su Facebook della vostra iniziativa in ricordo di Cino Tortorella a un anno della sua scomparsa. Sono veramente contenta di poter dare anch’io il mio piccolo contributo.Non ho cantato allo Zecchino d’Oro (quanto mi sarebbe piaciuto!) ma conosco ancora tutte le canzoni a memoria dal 1967 fino alla fine degli anni settanta: era un appuntamento imperdibile della mia infanzia. Mi chiamo Paola Marinoni, abito a Pizzighettone (CR), ho 53 anni e sono una prof.di francese alla scuola media. Ho avuto la fortuna di incontrare Mago Zurlì nel gennaio del 1972 al teatro Filodrammatici di Cremona. Avevo quasi sette anni e frequentavo la prima elementare. Mi ero iscritta a una rassegna canora itinerante per l’Italia dal titolo PIERINO’72, sponsorizzata da Ricordi, Rizzoli, Sebino. Quando la “carovana” fece tappa a Cremona, fui selezionata per cantare allo spettacolo finale presentato da Mago Zurlì. Ancora oggi mi è difficile esprimere con le parole la gioia di questo incontro, ma lo vedrete dai miei occhi (nelle foto) che brillano e si perdono nell’infinito.

Non potrò mai dimenticare questa giornata e le parole affettuose che Mago Zurlì mi ha rivolto prima di cantare, facendomi una vera e propria intervista. Ricordo che mi chiese come si scrive la parola ACQUA e io, da scolaretta molto diligente e puntuale, gli risposi correttamente. Mago Zurlì ne rimase piacevolmente sorpreso e mi rispose: “Complimenti! Sei più brava di Ricchetto che ha fatto tre volte la prima elementare e non sa ancora scrivere ACQUA!”.

Quando tornai a scuola e mostrai le foto con il Mago, divenni la compagna più ambita della classe! Ho continuato a cantare, ho studiato musica e canto, ho imparato a suonare il pianoforte e tuttora canto nella Cappella Musicale della Cattedrale di Cremona. Di Cino Tortorella, che ho incontrato da bambina, ricordo l’attenzione e la premura con cui si è “abbassato” per potermi parlare e la sua mano paterna sulla spalla che mi incoraggiava e sosteneva prima dell’esecuzione canora. A distanza di tanti anni gli sono ancora grata per la magia di quel pomeriggio.

 

 ALESSANDRA CARAGIULI 

Ricordandoti Cino, l’espressione che attraversa la mente è il sorriso. L’allegria trasmessa da una manifesta gioia o come luce intuitiva ad un’ enunciazione colta; il tuo riso sarcastico dinanzi alla vacuità culturale dell’oggi o un sorriso illuminante nell’affiorare di tuoi significativi ricordi di epoche passate; infine la curva del tuo viso dinanzi agli occhi di un bambino. Anche ora lontano, ad ogni pensiero di te continui a donarmi ancora e per sempre uno splendido sorriso. Alessandra.

Sono tanti i bambini come me che ti hanno conosciuto e che hai reso speciali. Sei riuscito a ideare una musica tutta per noi, a regalarci per i nostri primi anni di vita melodiose e animate canzoni, che restano impresse nella nostra fantasia e che canteremo sempre, portandoti nel cuore. E’ proprio vero che sei riuscito con l’arte a fare una magia! La tua “Picassina”

 

IVANA CROCETTI 

Mi manca il mago Zurlì perché un tempo esisteva la tv dei ragazzi.  Iniziava alle 17,30, primo programma della giornata. Fino a quell’ora, il ronzio del monoscopio.  Erano gli anni ’60 del Novecento. Nell’immaginario dei  bambini cresciuti con la televisione in casa, c’era proprio Cino Tortorella, il mago con il mantello di raso, la calzamaglia azzurra (anche se i televisori erano in bianco e nero), i lustrini in testa … il mago che riusciva a parlare con quello strano topastro simpaticissimo di Topo Gigio,  che aveva la vocetta di Peppino Mazzullo. Mi manca il mago Zurlì per la dolcezza con cui ha stretto la mano alla mitica Cristina D’Avena, e alle molte altre giovani promesse del mondo canoro italiano.  Per me il Mago Zurlì è stata  un’invenzione, con l’accoppiata con Topo Gigio, che conquistava grandi e piccini, faceva cantare il Valzer del moscerino o Il caimano Coriolano.  Mi manca il mago Zurlì anche per questo …

 

SARA SIDDIQUE

Cantastorie senza tempo,

riuscivi a trasmettere messaggi pieni di saggezza

in un linguaggio fatto di sorrisi e gentilezza.

Guardavi il mondo sempre teso a scorgere il buono in ognuno di noi,

con occhi da eterno bambino.

Di te ci sono biografie, articoli di giornali,

ma nessuno riuscirà mai

a raccontarti in tutte le tue meravigliose sfumature.

Zurlì ti ricorderò sempre

magico e felice.

Vola libera Tortorella!

La tua piccola Sara

 

 

 

 

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